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| 23.10.2007 |
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Martedì 23 Ottobre |
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Arriviamo ad Iraklio alle 6.30 ora locale. È l'alba! Il contrasto di colori tra il nero delle nuvole cariche di pioggia e il rosso/arancio del sole che sta per svegliarsi è meraviglioso! Sbarchiamo e collegate tutte le radio partiamo in direzione Kasteli/Kissamos (ovest). Che bello le radio! Possiamo parlare, rimanere sempre in contatto ed allertarci vicendevolmente in caso di pericoli sulla strada ma anche sparare cazzate; e ne abbiamo sparate molte! Tutto procede a meraviglia fino a Rethimno dove ci attende un cielo nero anzi nerissimo. Tutte le gradazioni del nero e del grigio ci circondano fino all'arrivo di un muro d'acqua che ci costringe a trovare riparo sotto ad una tettoia di un bar ovviamente chiuso! Rimaniamo sotto la tettoia per 2 ore. Siamo sotto al diluvio universale! Le strade si sono trasformate in torrenti con fango rosso e rami ovunque. Poi come per magico incanto ecco il sole! Il cielo si pulisce completamente in meno di mezz'ora e la temperatu ra risale a 20°. Ripgreci! Entrano nelle pozzanghere ai 1000 all'ora sollevando cascate d'acqua; dopo un pò ci viene il dubbio che facciano apposta. Dopo pochi chilometri siamo luridi di fango ed il sole ed il caldo lo solidificano sul casco, sulle giacche, sui guanti su tutto. Sembriamo dei piloti della Dakar! Arriviamo a Kasteli/Kissamos verso le 13.00, mangiamo uno spuntino in un ristorantino sul mare e troviamo due ottime ed economiche rooms con la possibilità di mettere le moto in giardino per la notte. Scarichiamo i bagagli e via subito per il primo sterrato. Inforchiamo lo sterrato che porta a Balos Beach con il sole e dopo mezz'ora ecco il diluvio con vento e raffiche che fanno scendere di colpo la temperatura a 12°. Siamo completamente bagnati e sporchi di fango, ma che panorama! Dal punto dove finisce lo sterrato e bisogna lasciare obbligatoriamente le moto, scendiamo a piedi verso il punto panoramico. Dall'alto si possono vedere le spettacolari isole Gramvousa. C'è talmente tanto vento che il mare è bianco e le onde si schiantano contro la scogliera con una violenza inaudita. Che vista! La natura la è padrona assoluta del momento! Ritorniamo alle moto e ripartiamo; tanto per cambiare diluvia e lo sterrato si è trasformato in un pantano con l'acqua che scava il terreno nei punti di maggiore pendenza e nei falsipiani forma laghi di almeno 40 centimetri di profondità. Di fianco a noi il burrone! Che bello! È ormai buio quando arriviamo in camera; siamo stanchi, sporchi e bagnati. La prima vera giornata a Creta è stata lunga. Dopo una lunga doccia calda, usciamo in macchina. Piove ancora ma l'avere la macchina al seguito è come avere l'asso di briscola in mano. Finalmente si mangia!artiamo. Porca p.... ma come c.... guidano i greci! Entrano nelle pozzanghere ai 1000 all'ora sollevando cascate d'acqua e se devo dire la verità ci è venuto anche il dubbio che facciano apposta. Dopo pochi chilometri siamo luridi di fango ed il sole ed il caldo lo solidificano sul casco, sulle giacche, sui guanti su tutto. Sembriamo dei piloti della Dakar! Arriviamo a Kasteli/Kissamos verso le 13.00, mangiamo uno spuntino in un ristorantino sul mare e troviamo due ottime ed economiche rooms con la possibilità di mettere le moto in giardino per la notte. Scarichiamo i bagagli e via subito per il primo sterrato. Inforchiamo lo sterrato che porta a Balos Beach con il sole ma dopo mezz'ora ecco di nuovo il diluvio con vento e raffiche che fanno scendere di colpo la temperatura a 12°. Siamo completamente bagnati e sporchi di fango, ma che panorama! Dal punto dove finisce lo sterrato e bisogna lasciare obbligatoriamente le moto, scendiamo a piedi verso il punto panoramico. Dall'alto si possono vedere le spettacolari isole Gramvousa. C'è talmente tanto vento che il mare è bianco e le onde si schiantano contro la scogliera con una violenza inaudita. Che vista! La natura è padrona assoluta del momento! Ritorniamo alle moto e ripartiamo; tanto per cambiare continua a diluviare e lo sterrato si è trasformato in un pantano con l'acqua che scava il terreno nei punti di maggiore pendenza e nei falsipiani forma laghi di almeno 40 centimetri di profondità. Di fianco a noi il burrone! Che bello! E' ormai buio quando arriviamo in camera; siamo stanchi, sporchi e bagnati. La prima vera giornata a Creta è stata lunga, ma dopo una lunga doccia calda, usciamo ancora, ma questa volta in macchina. Continua a piovere e l'avere la macchina al seguito è come avere l'asso di briscola in mano.Finalmente si mangia!
TT® Staff
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| 24.10.2007 |
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Mercoledì 24 Ottobre |
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Al mattino dopo una abbondante colazione (i classici biscotti e paste comprate dal fornaio locale e Nescafe consumato al bar) si riparte direzione Falassarna. Da Falassarna, dove abbiamo giocato alla Dakar percorrendo avanti e indietro la lunga spiaggia deserta a tutto gas, andiamo verso Elafonissos via Kefali dove mangiamo nella prima taverna che si incontra entrando in paese. All'ombra di una terrazza fiorita pianifichiamo lo sterrato da fare nel pomeriggio. Arrivati a Elafonissos bagno! Si bagno! Avete capito bene, dopo due giorni di pioggia la temperatura è salita alla piacevole temperatura di 23° e ci consente di fare quello che non avremmo mai immaginato. Dopo la piacevole sosta ristoratrice si riparte: la meta è una importante salita tutta sterrata che ci condurrà a Sklavopula da dove poi scenderemo a Paleochora. Dall'alto si gode di un panorama strepitoso, brullo e selvaggio che non ha paragoni. Siamo soli e in tutto il tempo necessario alla salita noniamo anima viva. Terminato lo sterrato prendiamo una bella strada panoramica che ci condurrà finalmente a Paleochora; è molto tardi e decidiamo di rientrare subito via Kandamos, Floria, Voukolies a Kasteli/Kissamos dove abbiamo la camera. La giornata è stata lunga e abbastanza pesante e dopo una buona cena si va subito a letto. Il programma per domani e piuttosto impegnativo. incontriamo anima viva. Terminato lo sterrato prendiamo una bella strada panoramica che ci condurrà finalmente a Paleochora; è molto tardi e decidiamo di rientrare subito, via Kandamos, Floria, Voukolies, a Kasteli/Kissamos dove abbiamo la camera. La giornata è stata lunga e abbastanza pesante e dopo una buona cena si va subito a letto. Il programma per domani è piuttosto impegnativo.
TT® Staff
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| 25.10.2007 |
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Giovedì 25 Ottobre |
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Lasciamo definitivamente la camera di Kasteli/Kissamos e facciamo la solita colazione che diventerà la costante del viaggio. Il programma di oggi prevede lo sterrato della penisola di Rodopos e Paleochora come destinazione per la sera. Si parte e dopo il paese di Rodopos inizia lo sterrato vero e proprio. Che spettacolo! Il percorso è stimato in 22 Km. complessivi di sterrato strepitoso (44 Km. andata e ritorno), e partiamo volutamente con poca benzina. Solo alcuni punti richiedono attenzione per i grossi sassi che costituiscono il fondo, la pendenza ma soprattutto per il vuoto che si apre a lato dello sterrato. Dopo il tratto iniziale svoltiamo al bivio a sx verso Aghios Pavlos. Raggiunto il passo la strada si butta giù in picchiata lungo un costone a strapiombo. Che meraviglia, siamo soli in compagnia di sole, vento, molte pecore e capre e un panorama da mozzafiato. Dopo una breve sosta ristoratrice, ritorniamo sui nostri passi fino al bivio precedente e prendiamo lo neyes Bay. Il vero percorso inizia da qui; da qui iniziano i passaggi difficili con profondi guadi per le piogge dei giorni precedenti e le ripide discese per scendere al livello del mare. L'ultimo parte del percorso è la più difficile, con grossi sassi smossi che costituiscono il greto del torrente che ci porterà fino alla spiaggia. Il panorama lungo tutto il percorso è di una bellezza che lascia senza parole. Meneyes Bay è deserta! Siamo padroni della baia e della spiaggia a 360° fatta salva la presenza delle immancabili pecore e capre. Che siano loro le vere padrone e noi gli occasionali ospiti? Sinceramente il dubbio ci è venuto! In ogni caso il posto è talmente bello che non sappiamo resistere, si dorme in spiaggia! Dopo un bagno strepitoso noi (Enrico e Matteo) torniamo in paese con il fuoristrada per spesa e benzina per le moto (l'effettiva lunghezza dello sterrato è superiore a quello che pensavamo), mentre Marco e Giulio preparano la postazione per la notte, recuperando legna e montando le tende per la notte. Si mangia alla luce della luna piena e del grande fuoco preparato da Marco, poi Metaxa rigorosamente Five Stars! Anche per oggi la giornata è finita; ma che giornata!sterrato a dx in direzione dell'Antico Dittineo e di Meneyes Bay. Il vero percorso inizia da qui; da qui iniziano i passaggi difficili con profondi guadi per le piogge dei giorni precedenti e la ripida discesa per scendere al livello del mare. L'ultimo parte del percorso è la più difficile, con grossi sassi smossi che costituiscono il greto del torrente che ci porterà fino alla spiaggia. Il panorama lungo tutto il percorso è di una bellezza che lascia senza parole. Meneyes Bay è deserta! Siamo padroni della baia e della spiaggia a 360° fatta salva la presenza delle immancabili pecore e capre. Che siano loro le vere padrone e noi gli occasionali ospiti? Sinceramente il dubbio ci è venuto! In ogni caso il posto è talmente bello che non sappiamo resistere, si dorme in spiaggia! Dopo un bagno strepitoso noi (Enrico e Matteo) torniamo in paese con il fuoristrada per la spesa e visto che ci siamo anche benzina per le moto (l'effettiva lunghezza dello sterrato è stata superiore a quello che avevamo previsto), mentre Marco e Giulio preparano la postazione per la notte, recuperando legna e montando le tende. Mangiamo alla luce della luna piena e del grande fuoco preparato da Marco e poi Metaxa, rigorosamente Five Stars! Anche per oggi la giornata è finita, e che giornata!
TT® Staff
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| 26.10.2007 |
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Venerdì 26 Ottobre |
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Riorganizzato tutto il bagaglio si riparte. Ripercorriamo di gran carriera tutto lo sterrato a ritroso fino a Rodopos poi presa la vecchia costiera Xania/Kasteli deviamo in direzione delle gole di Topolia con destinazione non più Paleochora, come era nostra precedente intenzione, bensì di Saugia. La strada passa in mezzo al nulla alternando zone totalmente aride e brulle a castagneti stracarichi di castagne e di nuovo ad uliveti pronti per il raccolto. A mano a mano che si attraversano questi luoghi non possiamo non notare come la presenza anche di un solo turista sia una cosa rara. E' vero che è fine ottobre ma qui solitamente non si incontrano turisti, qui c'è solo gente del posto, gente che lavora e lavora sodo con metodi e mezzi che da noi non sono più in uso da decenni. Lungo l'itinerario attraversiamo una serie di micropaesi che del turismo non conoscono ne il significato ne il rumore. Dopo molte curve arriviamo a Saugia dove prendiamo du in spiaggia. Non ci si può credere, mentre da noi a casa diluvia da molti giorni e sembra regnare già l'inverno, qui ci sono 24° e un sole che scalda alla grande! Adesso basta moto, si riposa.e camere e poi scaricati i bagagli via subito in spiaggia. Non ci si può credere, mentre da noi a casa diluvia da molti giorni e regna già l'inverno, qui ci sono 24° e un sole che scalda alla grande! Adesso basta moto, si riposa.
TT® Staff
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| 27.10.2007 |
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Sabato 27 Ottobre |
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Soltanto dopo la colazione, quando scendiamo per caricare le moto ci rendiamo conto del loro stato! Lo sporco, il fango rosso delle giornate precedenti si è solidificato in un “blob” rosso, duro, che ricopre ogni parte! Prima di partire bisogna lavarle tanto più perchè oggi ci aspetta una tappa di semitrasferimento. Aggireremo le Montagne Bianche (Lefka Ori). Da Saugia risaliamo verso Kambanos, Dimitriana e poi svoltiamo in direzione Omalos. L'altipiano di Omalos (1000 m.) sembra un cratere, tutto circondato da alte montagne e con al suo interno una colonia immensa di pecore e capre. Le strade sono letteralmente ricoperte di m.... e dobbiamo dire che per fortuna le abbiamo percorse in ottobre con 15°. Non oso pensare che cosa sia percorrerle in Agosto con il caldo che fa e con l'asfalto rovente! Da Omalos ci dirigiamo all'imbocco delle Gole di Samaria. In questo periodo dell'anno le Gole di Samaria sono uno spettacolo: nessuno, temperatura ideale e pano Peccato che per percorrerle ci vogliono dalle 5 alle 8 ore e con gambe allenate. Ci defiliamo e riprendiamo il viaggio di trasferimento. Da Omalos risaliamo fino a Fourne dove giriamo per una strada secondaria che ci permette di vedere un panorama bellissimo e molto vario, ricco di aranceti, castagneti e uliveti. Attraversiamo i veri paesi dell'interno di Creta incontaminati e lontani dal turismo: Meska, Zouvra, Theriso, Drakona, Kambi, Samonas fino a riprendere la dorsale principale a Vrysses dove ci fermiamo a mangiare. Il centro di Vrysses è un luogo di altri tempi e tutta la vita cittadina verte sul torrente che l'attraversa e sul ponte all'ombra di antichi eucalipti. Si riparte, direzione Hora Skafion/Skafia, Frangokastelo. La strada è strepitosa e serpeggia e si incunea all'interno delle Montagne Bianche fino al salto finale. Dall'altezza di 500 m. la strada si butta nel vuoto con una serie interminabile di curve, controcurve, tornanti e con uno scenario che lascia a bocca aperta. Ma attenzione perchè mentre la strada inviterebbe a correre, le sorprese ad ogni curva non mancano. È una strada decisamente pericolosa e bisogna osservare la massima attenzione. Arriviamo a Frangokastelo dove decidiamo di fermarci in ottime camere proprio poco prima del castello. Dopo una doccia ristoratrice ed una mezzoretta di riposo si riparte con l'auto verso Hora Skafion/Skafia dove ceniamo. La cena si rivelerà tutt'altro che monotona. Nel ristorante di fianco al nostro c'è un matrimonio e qui per festeggiare sparano! Si avete capito bene, sparano dritto verso il mare con pistole di ogni tipo e con un ritmo impressionante. La nostra cena finisce in fretta e ci defiliamo quanto prima. Nella guida c'era effettivamente scritto che i cretesi posseggono almeno una pistola e i fatti lo confermano! Meglio andare a letto!rama mozzafiato. Peccato che per percorrerle ci vogliono dalle 5 alle 8 ore e con gambe allenate. Ci defiliamo e riprendiamo il viaggio di trasferimento. Da Omalos risaliamo fino a Fourne dove giriamo per una strada secondaria che ci permette di vedere un panorama bellissimo e molto vario, ricco di aranceti, castagneti e uliveti. Attraversiamo una miriade di paesi incontaminati dell'interno di Creta, lontani dal turismo, lontani da tutto: Meska, Zouvra, Theriso, Drakona, Kambi, Samonas fino a riprendere la dorsale principale a Vrysses dove ci fermiamo a mangiare. Il centro di Vrysses è un luogo di altri tempi e tutta la vita cittadina verte sul torrente che l'attraversa e sul ponte all'ombra di antichi eucalipti. Si riparte, direzione Hora Skafion/Skafia, Frangokastelo. La strada è strepitosa, si incunea e serpeggia all'interno delle Montagne Bianche fino al salto finale. Dall'altezza di 500 m. la strada si butta nel vuoto con una serie interminabile di curve, controcurve, tornanti e con uno scenario che lascia a bocca aperta. Ma attenzione perchè mentre la strada inviterebbe a correre, le sorprese ad ogni curva non mancano. E' una strada decisamente pericolosa e bisogna osservare la massima attenzione. Arriviamo a Frangokastelo dove decidiamo di fermarci in ottime camere proprio poco prima del castello. Dopo una doccia ristoratrice ed una mezzoretta di riposo ripartiamo con l'auto verso Hora Skafion/Skafia dove ceniamo. La cena si rivelerà tutt'altro che monotona. Nel ristorante di fianco al nostro c'è un matrimonio e qui all'apice dei festeggiamenti sparano! Si avete capito bene, sparano dritto verso il mare con pistole di ogni tipo e con una foga impressionante. Finiamo la cena in fretta e ci defiliamo. Nella guida c'era effettivamente scritto che i cretesi posseggono almeno una pistola e i fatti lo confermano! Meglio andare a letto!
TT® Staff
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| 28.10.2007 |
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Domenica 28 Ottobre |
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Per oggi c'è in previsione una lunga tappa di trasferimento ma prima di lasciare le Lefka Ori (Montagne Bianche), ci dirigiamo o per meglio dire saliamo ancora verso ovest in direzione Anopoli. In parte antica in parte in rifacimento la strada si inerpica sulla brulla montagna che sovrasta Hora Skafion/Skafia in una serie interminabile di stretti tornanti fino ad oltre 600 metri. 600 metri sembrano un'inezia, ma qui si sale direttamente dal livello del mare su ripide montagne e su queste montagne con le strade che ci sono, 600 metri di dislivello non sono pochi. Durante la salita troviamo ogni tipo di fondo dall'asfalto distrutto con buche alla ghiaia, da rocce sminuzzate a polvere e fango in ogni caso tutto ad esclusione dell'asfalto per come noi l'intendiamo. Superata Anopoli ci dirigiamo verso le gole di Aradena. Le gole di Aradena sono impressionanti, sembrano essere state tagliate con il coltello e il ponte in metallo che consente di attraversarle ci ha lasciato a dir poco perplessi. Devo dire con sincerità che prima di passare sul ponte ci siamo fermati un attimo per valutare la situazione. Il ponte a campata unica è stretto, lungo e fortemente inarcato. Lo attraversiamo! Il solo pensiero di guardare giù mi toglie il fiato (soffro un po di vertigini) e il sobbalzare delle assi di legno sotto al peso della moto fa venire caldo! Dopo una breve attraversiamo! Il solo pensiero di guardare giù mi toglie il fiato (soffro un po di vertigini) e il sobbalzare delle assi di legno sotto al peso della moto fa venire caldo! Dopo una breve sosta per commentare la sensazione, il ponte non fa più paura ritorniamo ad Anapoli per prendere la strada sterrata che sale sui Lefka Ori (montagne bianche). La vediamo, è lassù che ci aspetta ma dopo molte prove finite lungo strade sterrate diverse, strade a fondo chiuso e recinti di capre dobbiamo rinunciare. Non ci sono indicazioni e abbiamo perso due ore preziose e dobbiamo arrivare a Matala entro sera. A malincuore giriamo le moto e scendiamo di nuovo verso il mare. Ci consola il fatto che una volta a Matala ci aspettano gli sterrati degli Asterussia ai quali dedicheremo un giorno intero. Ci ritroviamo ancora una volta a Hora Skafion/Skafia. Proseguiamo nuovamente per Frangokastelo fino a Sellia. Da Sellia la strada gira di colpo verso le montagne attraversando le strette e bellissime gole di Kotsifòs. Proseguiamo per Aghios Joannis e poi fino al bivio sulla direttrice Rethimno/Ag. Galini. Al bivio giriamo per Ag. Galini. Arriviamo a Spili. All'improvviso un profumino di carne alla brace si insinua prepotentemente dentro il casco! L'ora di pranzo è passata da un bel pò e abbiamo fame, come si fa a resistere! La trattoria è molto invitante, non resistiamo! Anche se è tardi c'è sempre spazio per un rapido pranzo! È tardissimo via subito, destinazione Matala. Arriviamo a destinazione poco prima del tramonto, la giornata è stata lunga e calda! Ci sono stati 25° per tutto il giorno e un bel bagno è quello che ci vuole. Rimarremo a Matala per due notti, ci aspettano gli sterrati degli Asterussia e la visita a Festo.sosta per commentare la sensazione, il ponte non fa più paura e ritorniamo ad Anapoli per prendere la strada sterrata che sale sui Lefka Ori (Montagne Bianche). La vediamo, è lassù che ci aspetta ma dopo molte prove finite lungo strade sterrate diverse, strade a fondo chiuso e recinti di capre dobbiamo rinunciare. Non ci sono indicazioni, abbiamo perso due ore preziose e dobbiamo arrivare a Matala entro sera. A malincuore giriamo le moto e scendiamo di nuovo verso il mare. Ci consola il fatto che una volta a Matala ci aspettano gli sterrati degli Asterussia ai quali dedicheremo un giorno intero. Ci ritroviamo ancora una volta a Hora Skafion/Skafia. Proseguiamo nuovamente per Frangokastelo fino a Sellia. Da Sellia la strada gira di colpo verso le montagne attraversando le strette e bellissime gole di Kotsifòs. Proseguiamo per Aghios Joannis e poi fino al bivio sulla direttrice Rethimno/Ag. Galini. Al bivio giriamo per Ag. Galini e arriviamo a Spili. All'improvviso un profumino di carne alla brace si insinua prepotentemente dentro il casco! L'ora di pranzo è passata da un bel pò e abbiamo fame, come si fa a resistere! La trattoria è molto invitante, non resistiamo! Anche se è tardi c'è sempre spazio per un rapido pranzo! E' tardissimo via subito, destinazione Matala. Arriviamo a destinazione poco prima del tramonto, la giornata è stata lunga e calda! Ci sono stati 25° per tutto il giorno e un bel bagno è quello che ci vuole. Rimarremo a Matala per due notti, ci aspettano gli sterrati degli Asterussia e la visita a Festo.
TT® Staff
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| 29.10.2007 |
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Lunedì 29 Ottobre |
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La mattina parte presto, con la visita a Festo. Alle 08.00 siamo davanti al panificio, ma è ancora chiuso! Anche qui pur essendoci ancora 25° la stagione estiva è terminata e si respira un'aria di smobilitazione. Molti esercizi sono chiusi e quelli ancora aperti seguono orari assolutamente liberi. Aspettiamo una mezz'oretta e poi finalmente la meritata colazione. Festo è in una posizione eccezionale e domina le vallate circostanti. Chi scelse questa posizione la doveva sapere lunga! All'apertura siamo i primi ed unici turisti. La visitiamo con calma e poi ritorniamo a Matala. Prepariamo le moto e via per gli Asterussia. Da Matala ci dirigiamo verso Sivas, Listeros e Kali Limenes da dove parte lo sterrato. E' caldissimo ci sono 28° gradi e una gran polvere. Lo sterrato segue dall'alto la costa in mezzo ad una distesa sterminata di serre; il panorama non è gran che! Ma dove sono i paesaggi degli Asterussia tanto decantati? Proseguiamo. Porca misia che caldo! Dal Mare Libico pompa un vento caldissimo e a Dytiko ci fermiamo per un bagno. Dopo la sosta ristoratrice ripartiamo verso Lendas e finalmente ecco quello che cercavamo! Seguiamo sempre lo sterrato che segue la costa e dopo il porticciolo di Trachila la strada sale con decisione verso l'interno. Ecco i veri Asterussia, che emozione, che paesaggio! La strada sale e scende in mezzo alle montagne e riserva una meraviglia ad ogni curva. Arriviamo alla spiaggia di Trypiti dove la strada sembra finire. Dopo esserci guardati un pò intorno seguiamo lo sterrato che coincide con il greto del torrente che va verso la montagna. Ma dove c.... va? Lo sterrato non sembra avere una direzione ben precisa ma ecco che invece si incunea nella montagna stessa attraverso una gola strettissima. Che meraviglia! La gola è il greto del torrente, meno male che è secco! Percorriamo tutta la gola e ci fermiamo per le foto di rito. Dopo una breve pausa si riparte e si risale di nuovo! Ma quante gole ci sono a Creta? Eccone un'altra sotto di noi a sinistra e un'altra ancora, che spettacolo! Lo sterrato finisce a Koumeda. In realtà il percorso che segue gli Asterussia continua per molti chilometri ancora ma si è fatto tardi e se non vogliamo essere sorpresi dal buio è meglio tornare. Da Koumeda arriviamo ad Aghios Dekos e da li torniamo a Matala. Siamo stanchi è stata una giornata lunga, calda e polverosa. Arrivati a Matala ci fermiamo per una birra fresca. Che buona la birra fresca dopo ore di polvere. (Consiglio del giorno: gli Asterussia vanno affrontati con il pieno).eria che caldo! Dal Mare Libico pompa un vento caldissimo e a Dytiko ci fermiamo per un bagno. Dopo la sosta ristoratrice ripartiamo verso Lendas e finalmente ecco quello che cercavamo! Seguiamo sempre lo sterrato che segue la costa e dopo il porticciolo di Trachila la strada sale con decisione verso l'interno. Ecco i veri Asterussia, che emozione, che paesaggio! Lo sterrato sale e scende in mezzo alle montagne e riserva una meraviglia ad ogni curva. Arriviamo alla spiaggia di Trypiti dove tutto sembra finire. Dopo esserci guardati un pò intorno seguiamo lo sterrato che coincide con il greto del torrente e va verso la montagna. Ma dove c.... va? Non sembra avere una direzione ben precisa ma ecco che invece si incunea dentro la montagna attraverso una gola strettissima. Che meraviglia! La gola è il greto del torrente! Meno male che è secco! Percorriamo tutta la gola e ci fermiamo per le foto di rito. Dopo una breve pausa si riparte e si risale di nuovo! Ma quante gole ci sono a Creta? Eccone un'altra sotto di noi a sinistra e un'altra ancora, che spettacolo! Lo sterrato finisce a Koumeda. In realtà il percorso che segue gli Asterussia continua per molti chilometri ancora ma si è fatto tardi e se non vogliamo essere sorpresi dal buio è meglio tornare. Da Koumeda arriviamo ad Aghios Dekos e da li torniamo a Matala. Siamo stanchi è stata una giornata lunga, calda e polverosa. Arrivati a Matala ci fermiamo per una birra fresca. Com'è buona la birra fresca dopo ore di polvere. (Consiglio del giorno: gli Asterussia vanno affrontati con il pieno. In tutta la giornata non abbiamo incontrato distributori se non sulla strada del ritorno).
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| 30.10.2007 |
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Martedì 30 Ottobre |
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Ore 08.30, dopo una lauta colazione si parte destinazione Anogia. Da Matala riprendiamola stessa strada del giorno precedente fino ad Aghios Dekos da dove proseguiamo in direzione Iraklio. Arrivati a Aghia Varvara giriamo a sx direzione Zaros. A Gergeri cerchiamo la strada/sterrato per Anogia che ci porterà ad attraversare le pendici del Monte Ida. Fatichiamo un pò prima di trovarla. Le segnalazioni sono imprecise, solo in caratteri greci e in molti casi assenti. Spesso non bisogna seguire solo le indicazioni ma bisogna affidarsi al bon senso. Dopo un pò ecco la strada. E' lassù che si inerpica decisa sul fianco della montagna! Già, ma da dove c…. si prende? Finalmente troviamo quello che cerchiamo! Si va e la “strada” sale di brutto; dopo una serie di tornanti ecco lo sterrato. Il panorama è strepitoso, rude, deserto, roccioso; non c'è nulla e nessuno, solo rocce. Appena iniziamo lo sterrato quattro aquile ci girano sulla testa con ampie volte. Che casualità, anche noi siamo in quattro, cosa vorrà significare? La natura è assoluta padrona di tutto ciò che ci circonda e forse gli unici veramente fuori posto siamo noi. Proseguiamo piano piano senza fare rumore, siamo in soggezione. Saliamo, saliamo, saliamo ancora; lo sterrato non e difficile anzi inviterebbe anche a correre ma ci siamo ripromessi il massimo rispetto per ciò che ci circonda e la bellezza del panorama merita ogni nostro sguardo. Lo sterrato non è largo e al nostro fianco si apre uno strapiombo di cui non si vede la fine; forse sarà anche questo che frena la manopola del gas?!. Siamo soli, dopo 40 km non abbiamo ancora incontrato anima viva (uomini) al contrario pecore e capre non mancano mai! Ad un certo punto ecco di nuovo l'asfalto e la deviazione per l'osservatorio di Shinakas. Saliamo ancora. Quando arriviamo all'osservatorio siamo a quota 1.750 m. ci sono 20° e il panorama è assolutamente lunare. E' tutta roccia chiarissima quasi bianca e sotto di noi le nuvole. Rimaniamo un pò ad ascoltare il silenzio assoluto in compagnia del vento. Dopo questo “pieno” di natura scendiamo nuovamente verso Anogia. All'unico bivio giriamo a sx verso l'Antro Ideo dove la mitologia colloca la nascita di Zeus. Affrontiamo il sassoso sterrato che porta fino alla grotta. A parte il valore mitologico è solo una grotta e un pò delusi, scendiamo. Non abbiamo mangiato ancora niente ed è tardi. Ripartiamo per Anogia. La strada è bellissima e finalmente anche l'asfalto. Nel centro di Anogia ci fermiamo per un caffè greco in un kafeneio a dir poco caratteristico. Fuori sembra assolutamente anonimo, solo le tipiche seggioline verdi ma è gestito da un vero personaggio e l'interno è come un tuffo nella storia. Tutte le pareti sono ricoperte di antiche foto da ammirare una dopo l'altra; c'è la storia degli ultimi 200 anni di Creta! Gli siamo simpatici e ci offre un ottimo Raki accompagnato da squisita uva passita. Ci riposiamo per circa un oretta ripercorrendo con il pensiero il bel giro ed i panorami che abbiamo visto ed a discutere sulla destinazione da prendere. Il viaggio è in linea di massima finito e decidiamo di puntare direttamente su Iraklio. Nello scendere ad Iraklio sbagliamo strada ed invece di percorrere i 22km. previsti, ne percorriamo 70 e tutti di asfalto tremendo ed arriviamo molto più tardi del previsto quando è ormai buio. Dopo tutta la natura che abbiamo visto, respirato e vissuto in questi giorni arrivare a Iraklio è come un colpo al cuore: casino, code, smog, rumore. Dopo la ricerca vana di una sistemazione con posto interno per le moto, decidiamo all'unanimità di anticipare il traghetto previsto per domani sera e corriamo agli uffici della Minoan al porto. C'è posto e l'anticipo è possibile. Ci imbarchiamo al volo. Il giorno guadagnato lo spenderemo in cultura, visitando Epidauro, Micene e Akrokorinto. Che bello viaggiare al di fuori della stagione turistica, tutto è possibile! Salutiamo Creta con la solenne promessa di ritornare!
TT® Staff
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